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Quando un dettaglio può rovinare tutto: l’astrazione selettiva.

uovoTi è mai capitato di sforzarti tanto per raggiungere uno scopo, ci hai messo tanta passione ma, proprio sul più bello, ti sei messo a cercare il pelo nell’uovo e hai trovato un dettaglio negativo che ti ha fatto apparire tutto sbagliato?  Se qualcuno leggendo ricorda di aver vissuto situazioni simili, in quell’occasione, probabilmente, la sua mente ha prodotto un’astrazione selettiva.

L’astrazione selettiva è un bias cognitivo in cui la nostra attenzione si concentra su un aspetto di una situazione complessa trascurando molti altri aspetti rilevanti. Mi spiego meglio attraverso un esempio concreto. Questa volta userò un collega, psicologo come me, molto bravo e preparato che doveva esporre un suo lavoro ad un convegno. Eravamo entrambi molto giovani e l’idea di dover parlare davanti a tante persone potenzialmente molto più preparate di noi sull’argomento spaventava innalzando il livello d’ansia. In quell’occasione toccava a lui relazionare e io, come mio gran sollievo, potevo sedere tra il pubblico e assistparlare in pubblicoere alla suo report. Fu molto chiaro e riuscì a presentare il suo lavoro senza sbavature in maniera molto più efficacie di altri colleghi più “anziani”.

Al termine del suo intervento ci ricongiungemmo ed io mi complimentai con lui per come era andata. Lui, inspiegabilmente contrariato, m’interruppe: «Ma non ti sei accorto che non si è salvata l’ultima correzione e il terzo grafico era giallo e non si leggeva niente? Ho proprio visto il prof. XXXXXX seduto in prima fila che mi guardava malissimo». In realtà l’argomento era interessante, presentato con brillantezza e con una grafica accattivante; nessuno si poteva infastidire per una slide poco leggibile e il professore in questione ha, da sempre, un’espressione truce indipendentemente dal contesto e il mio collega tutte queste cose le sapeva molto bene.

Cos’è successo quindi? Quando siamo sotto stress, come nella situazione descritta, è molto più facile “distorcere” le nostre percezioni e produrre quindi una serie di inferenze che in una situazione di calma non faremmo. Nel caso specifico l’eccessivo controllo della situazione (che tutto andasse liscio e fosse perfetto) ha spinto il mio collega a riporre molta attenzione ad un suo piccolo errore e inferire che tutti l’avessero notato; soprattutto al persona della quale teneva in grande considerazione il giudizio (il professore dall’espressione truce). La conclusione era la sua percezione negativa dell’intero intervento. L’astrazione selettiva aveva preso un dettaglio e costruito una dispercezione dell’evento.

postitimpLa saggezza popolare c’invita a prendere decisioni importanti da sobri prendendoci del tempo. Questo è un buon antidoto all’astrazione selettiva. Talvolta però non è possibile per le contingenze della vita e quindi non ci resta che “neutralizzare” gli effetti dell’astrazione selettiva una volta avvenuta. Nell’aneddoto andò proprio così: ci prendemmo un caffè insieme e riesaminammo tutto pezzo per pezzo: la presentazione, gli argomenti, le modalità con cui lui aveva esposto, l’applauso… Già questo ridusse la sua insoddisfazione ma dopo ever assistito insieme agli altri interventi, alcuni buoni mentre altri mediocri, abbiamo notato come il dettaglio che aveva tanto messo in agitazione il mio collega fosse, dalla giusta e postuma prospettiva, irrilevante e mentre il convegno giungeva alla conclusione la sua ansia si è definitivamente dispersa.


Per una spiegazione più completa e approfondita ecco un riferimento bibliografico in italiano:

libro Beck

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