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4 Errori pericolosi nel famoso fumetto per capire ansia e depressione.

La guerra allo stigma è una battaglia sacrosanta: quando parliamo di malattia mentale o disabilità, in particolare, non sono mai abbastanza le campagne e gli strumenti per abbattere luoghi comuni e pregiudizi. Perchè questa premessa? Perchè sto per criticare un fumetto molto carino che sta girando in rete nato proprio per sensibilizzare le persone a comprendere meglio alcuni comuni disturbi come l’ansia e la depressione.

fumetto 1Il fumetto in questione è disegnato dal bravissimo Nick Seluck  e lo potete trovare qui nella versione originale oppure commentato e tradotto in italiano qui.

Cosa non mi convince? Nel tentativo di sensibilizzare le persone ad essere maggiormente tolleranti e comprensive rispetto a chi soffre di disturbi d’ansia e di depressione veicola un pericoloso messaggio in cui la persona che convive con questi disturbi è vittima passiva e non può nulla nei loro confronti. Immagino che il messaggio volesse essere una cosa tipo: «Non pensare male delle persone che soffrono d’ansia perchè quando non riescono a fare le cose più semplici non è colpa loro ma della malattia». Questo pensiero lo approvo in pieno ovviamente e sono felice che sempre più persone condividano come il colpevolizzare le persone che soffrono non sia solo stupido ed eticamente riprovevole ma semplicemente inutile. I sensi di colpa servono solo a farci stare peggio e difficilmente promuovono azioni efficaci per migliorare la nostra condizione ma solo impulsivi e provvisori slanci. Read more

Perché la Terapia Cognitivo-Comportamentale è così efficace nei disturbi d’ansia?

ironman

Quando ero bambino e fantasticavo di essere uno dei miei supereroi preferiti la scelta cadeva quasi sempre su Ironman. Ripendadoci, la cosa che più mi affascianva era la sua armatura praticamente indistruttibile e il suo poterla “attivare” ovunque si trovasse in caso di pericolo. Ci pensate? Non c’erano proiettili, missili, esplosioni in grado di distruggerla e, in qualunque circostanza, il simpatico Tony Stark portava sempre a casa la pellaccia. Invidiavo la possibilità di non temere nulla perchè l’idea di essere vulnerabile mi spaventava. Quando siamo bambini cerchiamo di superare quel senso di vulnerabilità andando alla ricerca di una soluzione che nella realtà non ci sono; nella vita reale, infatti, non esistono armature del genere e siamo ben consapevoli che il nostro corpo per giovane e baldanzoso che sia è estremanete fragile agli urti di qualunque natura. Read more