Blog

Aiuta tuo figlio ad addormentarsi trovando i suoi pensieri felici in tre semplici passaggi.

ansia-dormire«Papà! Papà vieni, ho paura!». A tutti i genitori è capitato di udire frasi di questo tipo e, solitamente, le udiamo quando, dopo un’intensa giornata passata a destreggiarsi tra mille incombenze, siamo riusciti a “spiaggiarci” sul divano. Il rischio grosso, infatti, è che tua figlia ti chieda di rimanere lì con lei che si traduce nel rimanere inginocchiato per terra sul freddo parquet e tenerle la mano mentre preghi che riprenda sonno. Certo, forse la drammatizzo un po’ ma per qualche genitore la messa a letto dei propri figli può diventare problematica e faticosa a causa delle paure che i bambini provano nel dover chiudere gli occhi e dormire. Devo dire che non mi capita spesso ma quando capita non è facile sgattaiolare via dalla cameretta.

Proprio l’altra sera ero riuscito a mettere a letto le mie figlie all’ora giusta e avevo guadagnato “a passo di ninja” l’agognato divano ma, dopo qualche minuto, la mia bimba di 4 anni ha richiamato la mia attenzione lamentandosi che non riusciva a prendere sonno:

«Papà non riesco a dormire…»

«Come mai Lisa?»

«Faccio pensieri brutti!» …

paura-ad-addormentarsi

Chi segue il blog sa che deve resistere alla tentazione di rispondere “Non pensare alle cose brutte”; se bastasse fare così mia figlia ci sarebbe riuscita da sola ma sappiamo che questa è una strategia inefficace per ragioni che abbiamo già spiegato in questo post. Quindi ho cercato di farmi raccontare cosa la preoccupava e ho validato il suo provare pauratranquilla a tutti capita di fare pensieri brutti»; «bisogna avere paura per far vedere di essere coraggiosa», l’ho tranquillizzatasei al sicuro nella tua cameretta»; «c’è tua sorella nel lettino sopra di te») e senza pensarci troppo abbiamo fatto insieme un po’ di defusione («lascia andare via i pensieri brutti») e di mindfulness («chiudi gli occhi e senti come sono morbide le lenzuola e la tua copertina»).

Tutto da sola la mia bimba ha iniziato a dirmi «Papà mi ricorda la sabbia del mare…ti ricordi che bello quando giocavamo…»

In maniera del tutto spontanea i pensieri brutti hanno lasciato spazio ai pensieri felici o, per dirla in termini ACT a “ciò che conta davvero”.

Se tuo figlio fatica ad addormentarsi esistono molte buone strategie educative da applicare nella giusta sequenza per creare le condizioni migliori che favoriscono l’addormentamento. In questo post, molto più semplicemente, ho voluto raccontarvi come funzionano molto bene le tecniche ACT anche con le paure dei bambini. Nello specifico, se un bambino è spaventato da ciò che sta pensando e non riesce a dormire prova ad aiutarlo con questa procedura divisa in 3 step:

validare-le-paure1) Valida la sua paure: la paura non è “sbagliata”, è un’emozione importante. Normalizza il fatto di provare paura. Anche se esprimesse una cosa angosciante come “ho paura di morire ⁄ ho paura che tu muoia” possiamo validarla con parole semplici e adatte all’età del bambino: “è normale avere paura di morire, vuol dire che la tua vita ti piace tanto e che sei un bambino felice  ⁄  se provi paura che io muoia è perché mi vuoi bene e quando vogliamo bene alle persone è normale preoccuparci per loro”

rassicurare

2) Rassicura usando i punti di forza: un bambino (anche un adulto…) ha bisogno di sentirsi al sicuro ed è importante farlo sentire protetto e amato: “c’è tuo fratello vicino a te” “vedi che se chiami la mamma arriva subito” “stringi forte forte il tuo orsacchiotto“. Questo lo aiuta a “collegarsi” con le cose importanti della sua vita: le persone che gli vogliono bene e le cose che fanno parte del SUO mondo.

pensieri-paurosi

 3) Aiutalo con la defusione e la mindfulness a lascia andare i pensieri brutti e a far entrare i pensieri felici. I primi due step sono preparatori a questo terzo step dove lo aiuteremo a tornare nel qui ed ora (il suo lettino caldo). Attenzione: se partite dalle sensazioni corporee cercate di guidarlo su cose che presumibilmente siano rassicuranti (es: farlo concentrare sul silenzio che percepisce potrebbe inquietarlo quindi evitatelo), potete interagire (carezze, baci) ma sempre aiutandolo a concentrarsi sulle sensazioni che prova e “agganciando” eventuali pensieri felici (suona molto meglio che “funzionali”). Ricordate che il vostro aiuto va attenuato gradualmente (dovete uscire dalla camera prima che si addormenti) in modo che lui impari a cercare da solo i suoi pensieri felici.

Commenta direttamente da Facebook!
Condividi questo articolo!
Share

4 Comments

  • Serena Costa

    Bell’articolo Carlo!
    Incontro spesso queste problematiche nel mio studio ed effettivamente riscontro che i genitori fanno spesso l’errore di non accogliere la paura del bambino e di non farla fluire semplicemente ascoltandola. Trovo inoltre molto utile il suggerimento di favorire il rilassamento attraverso la concentrazione su sensazioni piacevoli del corpo e sulla ricerca di pensieri positivi. Ciao e grazie e buon lavoro! 🙂

    • Carlo Dalmonego

      Grazie Serena, mi fa piacere che ti sia piaciuto visto che sei una collega “sonnologa” molto addentro queste problematiche. L’applicazione delle procedure ACT all’età evolutiva può essere un valido supporto nei training per favorire un “addormentamento felice” nei bambini.

  • Mamma dubbiosa

    Quando ho letto l’articolo ho pensato fosse più facile da dire che da fare: semplice per chi sa esattamente cosa dire, ma per gli altri? Qualche sera dopo mi sono ritrovata nella situazione descritta, con mia figlia che diceva di non riuscire a dormire perché aveva paura. Ho ripensato a quello che avevo letto e, anche se dubbiosa, ho cominciato a “chiacchierare” con lei che poco dopo sembrava confermare i miei dubbi dicendomi “è inutile che cerchi di distrarmi con le chiacchiere ti ho detto che ho paura e basta!”. Ho continuato a chiacchierare, le ho dato la buonanotte e ha dormito tutta la notte. Non pensavo di riuscire ad ottenere un risultato immediato. Alla fine era quasi più facile da fare che da dire. Grazie

    • Carlo Dalmonego

      Grazie a te del commento Mamma dubbiosa! Come tanti consigli che attingono dalla mindfulness e dall’ACT bisogna essere “esperienziali” per comprenderne appieno il significato. Aiutare tua figlia chiacchierando e portando la sua attenzione a ciò che conta davvero è stato il tuo modo per riportarla nel “qui ed ora” e questo l’ha aiutata ad addormentarsi.

  • Write a Comment